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GS1 Sunrise 2027: il QR cambia lo spazio sulla confezione

Blog / GS1 Sunrise 2027: il QR cambia lo spazio sulla confezione

Ultimo aggiornamento: ottobre 2026

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GS1 Sunrise 2027 è l’iniziativa di settore che punta a far leggere ai punti vendita nel mondo i codici 2D, in particolare i QR code con standard GS1, entro fine 2027, accanto ai codici a barre tradizionali. Per chi progetta confezioni significa trovare spazio in più, con regole precise di posizione e dimensione, senza stravolgere il layout esistente.

Che cos'è davvero Sunrise 2027

Sunrise 2027 è un’iniziativa di settore volontaria, coordinata da GS1, l’organizzazione non profit che sviluppa gli standard più usati al mondo per la comunicazione tra imprese, codici a barre compresi. L’obiettivo dichiarato è l’adozione globale dei QR code standard GS1 entro la fine del 2027: i produttori devono iniziare ad applicarli sulle confezioni, i retailer assicurarsi che gli scanner delle casse li leggano.

Il 26 giugno 2024, nel 50° anniversario della prima scansione di un codice a barre in cassa, 22 grandi aziende del largo consumo hanno firmato la dichiarazione congiunta globale, tra cui Barilla, Carrefour, Lidl, Mondelēz e Nestlé (dato di giugno 2024, di più di due anni fa). Da tenere presente: GS1 US precisa che non è necessario implementare tutte le funzionalità dei codici 2D entro il 2027.

Che cosa aggiunge GS1 Digital Link a un QR code

Il simbolo grafico del QR code non è un’invenzione di GS1: lo definisce lo standard internazionale ISO/IEC 18004, nell’edizione in vigore del 2024. GS1 vi applica sopra una propria sintassi di dati, chiamata GS1 Digital Link, che permette a un solo codice di funzionare sia alla cassa sia come collegamento a informazioni di prodotto online.

GS1 Digital Link è il metodo standardizzato per codificare identificatori come GTIN, GLN e SSCC in un simbolo che si può scansionare e collegare a informazioni online. Usa la sintassi di un indirizzo web, a cui si aggiungono dati come lotto, numero di serie e scadenza. Per chi progetta la confezione c’è un vantaggio pratico: il produttore può aggiornare i contenuti collegati, per esempio nuove promozioni, senza cambiare il QR code sulla confezione né l’artwork.

Quanto spazio serve davvero in confezione

La guideline ufficiale di GS1, la “2D Barcodes at Retail Point-of-Sale Implementation Guideline”, indica sulla base di test indipendenti che il codice 2D deve stare entro 50 millimetri dal centro del codice lineare per raggiungere la velocità di scansione prevista in cassa. È un raggio massimo, non una distanza minima: il QR non va messo troppo lontano dal codice a barre esistente.

Sulle confezioni piccole o con superfici curve la dimensione del simbolo diventa un fattore critico: secondo la stessa guideline, un codice 2D compatto viene letto più in fretta perché entra prima per intero nel campo di lettura dello scanner.

Le GS1 General Specifications (sezione 5.12.3.1) fissano altri tre parametri per i QR code letti alla cassa: dimensione X, zona di rispetto e qualità di stampa.

La dimensione X è la larghezza del modulo, cioè del quadratino più piccolo che compone il simbolo. Per il punto vendita va da 0,396 a 0,990 millimetri, con un valore di riferimento di 0,495 millimetri. La guideline precisa che i valori per i codici 2D sono 1,5 volte quelli ammessi per il codice lineare.

La zona di rispetto (in inglese quiet zone) è il margine bianco attorno al simbolo. Per il QR code vale quattro volte la dimensione X su tutti e quattro i lati e deve restare libera da grafica, colori e testo.

Il simbolo cresce con i dati che contiene: più è lungo l’indirizzo web codificato, più righe e colonne servono. Un simbolo di 29 moduli per lato, ad esempio, con la zona di rispetto di quattro moduli per ciascun lato (37 moduli in tutto), misura 14,65 millimetri alla dimensione X minima e 36,63 alla massima.

La qualità di stampa si verifica con un verificatore sul simbolo stampato, secondo la norma ISO/IEC 15415. Il grado minimo richiesto è indicato nelle stesse specifiche.

Nella fase di transizione serve spazio per due codici. Secondo la guideline GS1, finché il 90% dei sistemi di scansione alle casse non è in grado di leggere i codici 2D conformi, un prodotto con QR code retail deve portare anche il codice a barre lineare.

Come si usa oggi il QR in confezione

Nell’esperienza di EDEMPG con i propri clienti, oggi il QR code in confezione serve a indirizzare il consumatore verso una pagina web, un profilo social o altre attività promozionali. Per ora nessun nostro cliente lo usa per altri scopi. GS1 US indica come primo passo aggiornare i QR code già esistenti con la sintassi GS1 Digital Link e il GTIN: così lo stesso codice serve la promozione o le attività di comunicazione e la cassa.

Un esempio dall’Italia, riportato da Italia Imballaggio nel febbraio 2026: Mondelēz Italia, con GS1 Italy e Conad Nord Ovest, ha avviato un progetto pilota sulle confezioni Oro Saiwa. Il QR code usa GS1 Digital Link, con GTIN, data di scadenza e lotto di produzione, e rimanda a contenuti digitali dedicati. La soluzione ha usato le tecnologie già presenti nello stabilimento, evitando nuove attrezzature e modifiche rilevanti al packaging, ed è leggibile sia da smartphone sia dagli scanner di cassa.

Cosa fare da qui al 2027

Mappa prima le referenze che avranno bisogno del doppio codice nella fase di transizione. Poi verifica, referenza per referenza, che la superficie disponibile rispetti il raggio di 50 millimetri, la dimensione X, la zona di rispetto e la qualità di stampa, controllata sul simbolo stampato. Per le confezioni piccole o con superfici curve il problema va affrontato nella progettazione dell’esecutivo, non dopo. Se gestisci il packaging di più referenze, trovi come lavoriamo sugli esecutivi nella pagina sul packaging design di EDEMPG.

Domande frequenti

GS1 Sunrise 2027 è un obbligo di legge?

No. È un’iniziativa di settore volontaria, coordinata da GS1. La dichiarazione di giugno 2024 indica un obiettivo condiviso dalle aziende firmatarie, non una norma vincolante per tutto il mercato.

No. Secondo la guideline GS1, finché il 90% dei sistemi di scansione alle casse non è in grado di leggere i codici 2D conformi, un prodotto con QR code retail deve portare anche il codice a barre lineare. Durante la transizione serve quindi spazio per entrambi.

La guideline ufficiale GS1 indica che il codice 2D deve stare entro 50 millimetri dal centro del codice lineare per mantenere la velocità di scansione prevista in cassa. È un raggio massimo, non una distanza minima: il QR non va posizionato troppo lontano dal codice esistente.

Non sempre. Sulle confezioni piccole o con superfici curve la dimensione del simbolo diventa un fattore critico: secondo la guideline GS1, un codice 2D compatto viene letto più in fretta perché entra prima per intero nel campo di lettura dello scanner.

Oltre al raggio di 50 millimetri dal codice lineare, le GS1 General Specifications fissano la dimensione X (da 0,396 a 0,990 millimetri per il punto vendita), la zona di rispetto (quattro volte la dimensione X su ogni lato) e la qualità di stampa, che si verifica con un verificatore sul simbolo stampato.

Redazione EDEMPG — Contenuto supervisionato da Eleonora De Martino. Partner fondatrice e direttrice creativa di EDEMPG srl
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